dimanche 22 novembre 2015

La vita è troppo breve, ci son delle sorprese che non ti aspetti mai

Dice bene il Vasco, e poi aggiunge: se non sei felice come una volta non puoi dare la colpa a me! Ora che ha preso una piega più introspettiva, mi piace quasi di più, sarà che in questa zona grigia di riflessioni profonde mi ci ritrovo, perché mi piacciono le canzoni con un testo di senso compiuto. Ed ha ragione, quando meno te lo aspetti la vita ti mette davanti alle sue decisioni, e non ci sono cazzi, ti cambiano le prospettive in modo totale, il problema è che per accorgersene, e magari apprezzarlo occorre tempo. Pensavo questo oggi, vedendo i vicini trafficare in giardino; meno di un anno fa il figlio ventiquattrenne ha iniziato a frequentare una tipa, e la madre gli aveva fatto una serie di sceneggiate napoletane, a cui avevo partecipato mio malgrado … meglio con una puttana che con un'ecuadoregna! Era stata la frase più gentile proferita (urlando). Le piazzate erano proseguite, puntualmente ad ogni sabato. Risultato? Oggi siamo al matrimonio riparatore. E siccome la situazione è tragica, lei 23 anni disoccupata, e lui 24 anni disoccupato, vivranno tutti, felici e contenti, sotto lo stesso tetto, suocera e nuora a masticare aceto come nella migliore tradizione. Questo in effetti è un bel colpo di teatro da parte della vita, degno di tutte le piazzate precedenti, degno delle migliori telenovelas brasiliane. Pensa un po', mi son detto, che vicenda avvincente è accaduta accanto a me, chi se lo sarebbe aspettato un figlio così babbeo da ingravidare la fidanzatina dopo quattro mesi di storia; chiaramente papino non gli ha spiegato bene la faccenda dell'ape e del fiore; così lo troverò a spingere il passeggino, con i suoi piedi a banana. Sarà anche che la fidanzata è stata scaltra a farsi mettere in cinta, e sistemarsi, casa e mantenimento a carico dello sposo (?).
Non saprei se essere piacevolmente stupito da questa inaspettata capacità di sorprendere della vita, premesso che di tutta la faccenda non me ne frega una beata minchia, e l'unica cosa che mi auguro è che il poppante non pianga di notte per poter riposare tra 4 guanciali. Per il resto diciamo che ho una sorta di interesse scientifico-antropologico per questa gente, e mi figuro il fato, il destino, la provvidenza e tutte le altre variabili filosofico-religiose in grado di dare significato a questa faccenda; ossia che dopo tanto urlare, imprecare e contrastare, la suocera ingoierà il rospo, diventerà nonna e parente di meglio-una-puttana-che-un'ecuadoregna, e magari in vecchiaia si ricrederà, avendo una badante ecuadoriana che le cambia il pannolone e si vorrà mordere la lingua per aver sprezzato tanto la nuora … che in fondo i figli nelle mogli cercano la madre.
Ma in effetti: meglio una puttana che una madre così.

2 commentaires:

  1. Non so se provare nausea...o tristezza infinita :(

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  2. una mia vicina commentava: è un'altra cultura ... sarà ma secondo me non è solo quello.

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