dimanche 13 août 2017

Conosco i miei polli?

La scorsa settimana ad una cena a casa di amici, dove si conoscono amici di amici, etc. mi trovo seduto accanto ad un tipo che per riempire la conversazione tra una tartina e un prosecco, mi fa?

- Ma tu hai mai fatto trading?

Siccome ho sempre guardato alle cose vinci/guadagna/risparmia facile con sospetto, ho fatto l'ingenuo e gli ho chiesto di cosa si trattava... la prima risposta, saputella, è stata un:

- Bhe sono investimenti on line che poi ci guadagni!

Sembrava la cosa più facile del mondo, come rubare caramelle ad un bambino, chiaramente una risposta del genere era insufficiente, così gli ho chiesto meglio, fingendomi interessato; lui ha bofonchiato cose che parevano la poesiola imparata a memoria per la recita di Natale e poi, siccome mi stavo scocciando (è successo quasi subito) sono andato al sodo con un paio di domande da affondo:

Quanto ci hai investito in soldi?

- Mah per ora solo un cinquanta euro, sai per cominciare è il minimo.

E quanto ci hai ricavato in soldi?

- Nulla per ora, ma se vado sul sito ogni giorno, potrei anche guadagnare 1000 euro al mese, ma non ho tempo, eh si lo so dovrei dedicarmi, ma ora mi ci metto sono in ferie, però devo attivare gli altri investimenti. (bla bla bla).

- Quindi ti hanno inculato 50 euro e per proseguire devi investirne altri 50? non mi pare un buon affare. (segue sorrisetto malizioso)

- Ma se vuoi guadagnare bisogna investire, e poi l'amico di un mio amico ha investito 400 euro, più investi più guadagni capisci (bla bla bla), anzi se ti interessa ti presento come nuovo iscritto e hai un BonuS, ed anche io ottengo un BonuS... insomma conviene ad entrambi, capisci?!

- Si certo, anche se non capisco come viene contabilizzato il BonuS, sono soldi che ti danno? e poi i guadagni come li versano? Vanno dichiarati al Fisco? hanno un'aliquota del 22%?
mi sembra che la fai troppo facile.

- Oh non saprei, devo leggere le condizioni, ma ho poco tempo, però il meccanismo è semplice, è come giocare in borsa in pratica.

- Spiegamelo! io le regole per giocare in borsa non le conosco.

- Eh ma così, bisognerebbe vedere sul sito, ma devi essere iscritto...
(iscrizione a pagamento 'solo' 20 euro e 'solo' fornendo i dati della carta di credito, ndr
comunque ci sono delle azioni da comprare, poi dopo un po' le rivendi e ci guadagni! Vedi è semplice!

A quel punto ho lasciato perdere perché mi è sorto il sospetto di parlare con un imbecille che in sei mesi si è iscritto ad un sito lasciando i dati della carta di credito (nemmeno una prepagata) e non ha idea di cosa deve fare per proseguire, un sito dove può comprare e vendere azioni che gli propone il sito stesso, commissione compresa che gli viene prelevata in automatico dalla carta di credito.
Tutto fatto con l'ingenuità degna di un bambino che caga.
Ma è stato interessante il finale della discussione...

- Quindi sino ad ora hai speso... vediamo 20 di iscrizione + 50 per iniziare + 50 per proseguire:
Totale 120 euro e non hai guadagnato ancora nulla?!

- Bhe! si ma sai non ci ho dedicato molto tempo, ma il totale non lo avevo fatto, 120?? sei sicuro?? e dai, vabbè sono 'solo' cento euro, non ci vado mica in rovina.

A quel punto ho concluso che certe persone meritano questo, meritano di essere imbrogliate, ne sono felici... e quasi rimpiangevo quelle cene dove si parla solo di auto de luxe, calcio e figa!!!

dimanche 6 août 2017

Dite... cheese

Una cosa che sto valutando con irritazione (una tra le tante) è la questione foto-dei-figli-su-FB e più in generale foto-dei-figli-sul-web. Prendo FB come esempio per il solo fatto che è il social che utilizzo maggiormente.
Prima o poi lo trovi qualche amico che esibisce il pargolo; ritengo la cosa abbastanza stupida, soprattutto quando viene fatto con insistenza e quando il pargolo è nell'immagine del profilo o in quella di copertina, non tanto per la questione minori => privacy => pedofili e tutte quelle faccende connesse alla divulgazione del proprio privato, ma per la questione decisione del genitore su una libertà altrui; è la solita storia, essere orgogliosi per qualcosa che è stato semplice ottenere.
Perché dai... mettere incinta la moglie, c'è da esserne orgogliosi?

A mio parere no!

Oltre ad avere un fastidioso catto-sapore di crescete&moltiplicatevi, con quel retrogusto stantio di campagna acquisti del ventennio, e volendo andare più indietro fatta-l'Italia-facciamo-gli-italiani e tutte quelle minchiate da propaganda di sistemi che avevano (ed hanno) solo bisogno di braccia da mandare in guerra, oppure pecorelle da sfruttare in vari modi, ditemi dove sta l'orgoglio?

Perché mi aspetterei che un genitore sia orgoglioso dei risultati dell'educazione data al proprio figlio e non del figlio in quanto tale, anche accettando la variante che ogni scarrafone è bello a mamma sua, ed un genitore equilibrato sa rendersi conto se ha partorito un enfant prodige o un bimbominkia, ed il fatto di non voler riconoscere quest'ultimo è solo per salvaguardia dell'autostima. Ma queste sono sottigliezze, deroghe che posso pure concedere ed accettare.

Divido anagraficamente la situazione, prima dell'età della ragione del pargolo e dopo, (sul genitore ho perso le speranze) badate bene non maggiore età. Dico questo perché un figlio (in adolescere) potrebbe ad un certo punto dire: senti pà per pubblicare le mie foto devi avere il mio benestare, oky?? perché non esiste che quando avevo un anno hai pubblicato una foto mentre mi cambiavi il pannolino e adesso tutte le mie compagne di classe mi prendono per il culo e dicono che ce l'ho piccolo.

Verrebbe poi da chiedersi la reale necessità di postare foto-ritratti dell'infante, in quanto ai parenti possono essere mandate per mail e agli amici delle foto dei figli altrui non gliene frega un beneamato cazzo, (io in testa) ed al massimo possono esordire con qualche scontata carineria, perché nessuno mai si sognerebbe di dire: tua figlia è un cesso, ma sai com'è... brutta in culla, bella in piazza. Speralo!

Quindi si fa strada il sospetto che molte coppie riescano a dare un senso alla loro esistenza solo ed esclusivamente in funzione procreativa; ed appena ciò accade si sentono in dovere di esibire il motivo del loro unico orgoglio, (in questo devo riconoscere il danno cerebrale che causano certi cattosermoni). Anche il coniuge che accetta, imita o incoraggia è da considerarsi complice e babbo-di-minkia a seguire.

Ricordo ancora con ribrezzo la faccia stravolta di una puerpera fotografata dal marito in ospedale e sbattuta su FB, assieme alla neonata, rossa ed informe come un pomodoro caduto dal frigo.

In questi casi viene da interrogarsi sulla questione delle priorità, perché in certi frangenti lo scatto, per quanto facile e veloce che possa essere, è l'ultima cosa a cui penserei, ed allo stesso modo il soggetto fotografato potrebbe avere il pudore di non voler apparire sulla piazza mediatica dopo 12 ore di travaglio, capelli stile esorcista ed occhiaie a tema.

Però sono felice di scoprire questi risvolti, per la solita questione di riuscire a selezionare palesi o potenziali imbecilli da rimbalzare, e quindi evitarmi rogne e discussioni con persone dalla psicologia problematica.

In buona sostanza, la presenza di minori nelle foto pubbliche la trovo accettabile in caso di gite o escursioni o foto di famigli al desco, insomma in foto di gruppo in cui ha un senso la compresenza di tutte le generazioni - partecipanti, ma per il resto auspico sempre il recupero del caro vecchio album di famiglia in cui chiudere tutte le foto.

dimanche 30 juillet 2017

Di Gomorra e dalla parte dei cattivi

Il libro di Saviano non lo avevo ancora letto, avevo sbirciato qualche pagina ed ho preferito aspettare, aspettare di aver coraggio per digerire quelle righe. Poi... dopo la serie in tv (che non ho visto), mi è sembrato quasi inutile leggerlo... anzi mi ero proprio dimenticato della questione, perché la lista dei desiderata è troppo lunga, poi mi sono imbattuto nell'audiolibro letto dall'autore ed ho ceduto.

È stato il pugno nello stomaco che temevo fosse. L'Italia che ne esce non mi piace, mi irritano quelle verità, e soprattutto mi irrita come la politica e gli organi d'informazione si tengano alla larga, almeno in superficie, da tutta quella merda, mi irrita come una certa parte della cultura avvalli la mentalità corrotta, accetti il malaffare come qualcosa di naturale, nemmeno cronico, ma proprio parte fondante del sistema.

Tuttavia una cosa è chiara, la situazione è talmente compromessa da rendere folle il solo pensare di risolverla, altro che passare al pianeta gemello (autocit.); in questo mi riferisco in particolare alla terra dei fuochi, perché se è immaginabile attuare strategie per togliere materiale umano alla camorra, anche dopo cento anni di sforzi vani, è impensabile risanare zone con concentrazioni di inquinanti tali da renderle inabitabili per millenni, e per poi portarli dove? Sarebbe uno spostare montagne, quindi rimettere in circolo tutto il processo, contaminare sempre di più, cose e persone, sprecare altro denaro che finirebbe comunque nelle tasche sbagliate, sottratto ad altre priorità, spreco nello spreco. In tutto questo sconforto mi sono aggrappato a qualcosa di concreto, un concetto, su qualcosa dovevo salvarmi; mi è piaciuto quello sulla bontà.

Essere buoni è difficile, dice Saviano, se sei buono perché non puoi fare altro, non sei un vero buono, lo fai perché non hai altra scelta, la tua bontà non ha un gran valore, e quindi non puoi fregiartene, è una bontà vigliacca. Se invece potresti essere cattivo, e magari lo sei anche, e dalla tua cattiveria trai convenienza e rispetto, ma decidi di non avvalertene, magari anche a tuo detrimento, allora sei Buono, perché hai operato una scelta coraggiosa e consapevole, hai attivato una bontà nobile.

Così spesso capita di incontrare buoni per comodo o per convenienza, e buoni che non hanno altra scelta, (dovrò imparare a riconoscerli) che forse ad una bontà del genere è preferibile lo stronzo. Quindi i cattivi sono più liberi, loro hanno la possibilità di scegliere. Insomma il cattivo che sceglie di fare il buono è quasi più preferibile del buono senza altra scelta.

dimanche 23 juillet 2017

Sulle novità e sui cambiamenti

Allora... l'altro giorno mentre girellavo per il web ho trovato questa piccola lista sul panico da innovazione tecnologica che affligge alcune persone, detto anche tecno panico, che suddivide le reazioni in base all'età dei soggetti:

quando nasciamo: tutto quello che troviamo è normale

fra i 15 ed i 35 anni: il nuovo è eccitante, rivoluzionario ed è solo un'opportunità

dopo i 35 anni: tutto quello che viene inventato dopo è contro all'ordine naturale delle cose

Da come veniva spiegata, la cosa è valida dall'invenzione della ruota in poi, ogni epoca ha avuto la sua paturnia; detto ciò, mi metto nell'ultima categoria ed estendo il panico anche al mondo delle innovazioni in generale, escludendo i social, (paura eh!?)... a mio avviso il mondo dei social e FB in particolare, è una grande opportunità per evitarsi delle rogne con le persone. Oramai quasi tutti hanno un profilo da qualche parte, e pubblicano 'contenuti' ovvero quasi tutti ci tengono a far sapere i cazzi loro al mondo, anche quelli che si lamentano di ciò.

Sfruttare la cosa a proprio vantaggio è semplicissimo, anche perché, per il principio dell'imitazione, anche persone tendenzialmente riservate prima o poi vengono attratte dalla possibilità di esibire foto o pensieri, anche semplicemente condividere o finire taggati nei profili di qualche amico, ciò è sufficiente per capire con quale tipo di persona si ha a che fare.

Fine preambolo - inizio aneddoto.

Mentre mi trovavo catapultato in una delle tante messaggerie un-tanto-al-chilo, che raccolgono deliri comuni con la scusa di organizzare una serata in pizzeria tra 15 persone (compresi amici di amici) usando un centinaio di messaggi, incrocio il profilo di uno dei commensali, e... bhe non ci crederete ma la metà delle foto del suo profilo lo ritraevano a torso nudo, (non che non sia un bel vedere), però dico: esibizionismo ed egocentrismo a manetta, ok la palestra però era proprio in fissa.
La cosa già fastidiosa in se era giustificata dall'amicizia con una fotografa in erba, che oltre a riempirlo di like e cuoricini, gli ha consentito di rimpolpare interi album di scatti fantasiosi, e pseudo artistici. Bianco e nero, e tutte le sfumature perseguibili con photoshop.

Ma la chicca vera e propria dovevo ancora scoprirla, infatti il babbeo aveva in un album condiviso (quindi pubblico) alcune foto BN che lo ritraevano in nudo integrale, ma in pose artistiche ovvio, accanto a statue anch'esse nude.

Ora qual'è il problema direte voi, il problema è trovare statue nude a grandezza naturale, roba fatta bene s'intende, cosa mica facile, ma anche trovandole, non è che uno si può mettere nudo... lì, accanto alla statua di Garibaldi. Il problema è stato brillantemente risolto dalle statue del cimitero monumentale, quelle situate nei meandri del boschetto, nelle zone più deserte e dimenticate. 

Anche provando a ragionare nei termini più artistici che riesco a trovare, immaginarmi uno che si spoglia e si mette in posa accanto alle statue... bhe proprio non ce la faccio, è più forte di me. Non tanto per una presunta e sopraggiunta pudicizia, ma proprio per una questione di sanità mentale.

A quel punto la voglia di mangiare una pizza mi era passata completamente, ed ho esteso il mio ribrezzo a tutti i potenziali commensali, perché già mi immaginavo la conversazione: buona la pizza vero? com'è sedersi con il cazzo di fuori sulla statua dell'angelo del silenzio di Monteverde? ma dimmi: pungono il culo gli aghi di cipresso? mi passi la birra grazie.

Decisamente queste innovazioni del costume sono troppo avanti anche per uno che c'è nato.

dimanche 16 juillet 2017

La percezione dei colori è un processo neurofisiologico molto complesso

Dunque il problema è accostare i due colori, in armonia di forma, non voglio sovrapporli, attaccandoli, i due colori non devono toccarsi, si devono rispettare, vanno separati da un confine, dandogli autonomia. Già, ma come definirlo questo confine? Gauguin metterebbe una linea nera, a profilare la figura per darle forza e risalto, come ha fatto in La vision après le sermon. Già! ma era il 1888... oggi siamo nel 2017!
E quindi?

Lo faccio lo stesso, chi ha detto che non si può replicare il passato? il quadro è mio e faccio quello che voglio ti pare?

(prima o poi dovrò smetterla con questi dialoghi interiori che mi incazzo da me stesso)

Allora... devo solo trovare la linea giusta, perché sto improvvisando, ci provo per un po', niente! Non arriva, traccio una serie di linee nere e nessuna mi pare quella giusta, questa è troppo liberty, la rendo angolosa ed è troppo cubista, una via di mezzo è troppo decò, non mi piace, scimmiotta qualcosa, non è autentica. Una giungla di linee sbagliate, è quello che ottengo dopo poco, che fare? Traccio una linea nera abbastanza larga, che copra tutte le linee sbagliate, sperando che contenga anche la linea giusta, il profilo corretto attorniato da infinite linee sbagliate, ok, ora c'è la linea giusta, lì da qualche parte, devo trovarla, devo solo eliminare quelle sbagliate che le stanno attorno. La questione posta così mi sembra più facile.

Comincio da destra, con il rosso cinabro, puro, preso dal tubetto così com'è, senza sporcarlo, quando è fresco brilla. Lo stendo e sento che tira il pennello, è corposo e profuma di olio, ma anche di cannella e di bacche rosse. Possibile? potrei giurare che in campagna avevamo un secchio del carbone con il manico di questo stesso identico colore, e potrei giurare che se lo guardo bene ricordo le mani di mia nonna che lo afferrano per portarlo accanto alla stufa. Proseguo, non è facile, ma le linee sbagliate da destra scompaiono lentamente, una dopo l'altra, restano schiacciate sotto al rosso.

Ci lavoro per una buona mezz'ora. Poi dall'altra parte, come superare un confine di stato, non è nemmeno detto che il confine sia tutto dello stesso spessore, ora ci vuole un giallo deciso, un giallo cromo, o un giallo Napoli, e se fosse troppo acido? Con il giallo non ho mai avuto simpatie, alla peggio lo sporco con l'arancione, che poi voglio velare di... no anche lui puro, sarà il rosso accanto a farlo vibrare, lo innamorerà come fanno i gerani bianchi accanto a quelli rossi. Tolgo linee sbagliate da sinistra, una dopo l'altra, il giallo è proprio un colore fastidio, sarà da quella volta che da piccolo mi regalarono degli occhiali da sole di plastica con le lenti gialle, li indossai salendo sulla millecento della zia-suocera, e dopo nemmeno dieci minuti avevo la nausea. Poco ci mancò che vomitassi.

Da allora il giallo lo detesto, e giurerei di sentire anche l'odore dei sedili di plastica dell'auto, quando lo vedo in quella tonalità... proprio non lo sopporto, ma adesso è quasi tollerabile, accanto al rosso, una punizione meritata per un colore così.

dimanche 9 juillet 2017

Terra in vista

La notizia è uscita a fine febbraio, ed è stata subito etichettata come “clamorosa scoperta” a riprova che il mondo dell'informazione è popolato da babbei di levatura universale; sarà anche per questo che l'ho sfangata, per quel je-ne-sais-pas-quoi che mi porta tendenzialmente ad evitare proprio le notizie clamorose, e di esempi potrei farne a pacchi; un giorno farò una lista di titoli presi dal web, per il solo gusto di postare qualcosa di ridicolo per il vostro divertimento.

Dunque non sono un astronomo, mi son detto, e nemmeno un'astronauta, quindi sapere che ci sono pianeti simili alla Terra, lì, in giro nello spazio infinito, non mi riguarda, non mi fa ne caldo ne freddo, anche perché i pianeti papabili e pappabili, si trovano a 40 anni luce di distanza, non proprio dietro l'angolo.

Tuttavia un pensiero trasversale sono riuscito a farlo, supponiamo per assurdo che la Terra sia stata creata da dio, come dicono alcuni, e l'uomo pure e la donna dalla sua costola e bla bla bla … robe che l'evoluzionismo ci fa una pippa, adesso come la mettiamo? Voglio dire, e se dio avesse creato la Terra e un'altra decina (almeno) di altri pianeti simili al nostro, ma anche diversi ma comunque abitati da esseri viventi, tutti abitati da arroganti progenitori egoreferenziati, che si fa?

E' chiaro che la questione dell'anima, della razza superiore, del popolo eletto da dio, non regge più.
Lui è dio, può fare quello che vuole, creare pianeti a ripetizione, magari anche in questo momento ne sta creando uno, gemello al nostro, meglio della Terra, perché si è talmente scocciato della Terra che ne sta creando altri, proprio ora, c'è un paradiso terrestre nuovo nuovo, un altro Adamo, un'altra Eva e via che si ricomincia, dio li crea e poi ciao ciao, lì molla lì a girare nello spazio infinito, forse nemmeno si ricorda di quanti ne ha creati. Ma che importa Lui è dio. A questo punto se c'è qualcuno che dovrebbe chiedersi: e adesso come me la giro? Sono proprio i cattopreti, ed a seguire tutte le altre dottrine basate sull'esclusiva all'essere umano.

Che già insistere sul geocentrismo gli aveva fatto perdere un sacco di like... forse se la possono ancora giocare con il franchising.


dimanche 2 juillet 2017

Replicanti te salutant

Facebook è fantastico per capire le persone, ma non solo, anche per capire come funziona il mondo dell'informazione. Ormai ogni quotidiano possiede una pagina su FB, in cui vengono messe in evidenza alcune notizie, un assaggio di quello che si potrà leggere sulla pagina web, che poi potrà essere approfondito con l'abbonamento on line.

Trovo tutto questo meraviglioso, se solo dieci anni fa qualcuno mi avesse detto che sarebbe accaduto, avrei pensato ad un visionario. Una cosa che il web permette a costo zero, è la consultazione di più testate giornalistiche contemporaneamente, cosa laboriosa in passato, per via dell'abitudinarietà ad acquistare un solo giornale. Oggi ciascun lettore può predisporre una personalissima rassegna stampa in pochi minuti. Mentre mi apprestavo a lurkare le mie solite pagine, che per la maggior parte sono di informazione locale, ho notato alcuni temi ricorrenti che attraversano tutte le testate, spesso replicandosi con fastidiosa insistenza, o producendo articoli ridondanti in cui la stessa notizia viene aggiornata ogni giorno con dettagli insignificanti.

L'ultima novità sono i cinghiali, che pare preferiscano i giardini pubblici alle boscaglie, penso anche per una questione di nutrimento, in quanto dubito che questi animali trovino piacevole convivere con uomini ed auto. Queste apparizioni, non sono una novità, tuttavia hanno attirato l'interesse dei giornalisti, la notizia potrebbe essere interessante ai fini della viabilità, sebbene quasi tutte le foto che ho visto ritraessero gli ungulati impegnati ad attraversare la strada sulle strisce pedonali, ma qualcuno ha deciso che l'emergenza cinghiale dovesse ingolfare l'informazione, e la pagina di Repubblica Genova per giorni interi, non c'era post che non ritraesse una fase del soggiorno, seguito dal classico: e voi cosa ne pensate? (mi sono astenuto dal dirglielo perché anche questo è un trucchetto per conteggiare click) ad un certo punto mi sono chiesto se la questione cinghiali fosse l'unica cosa degna di nota che accadeva in città, perché a rimbalzo la notizia è stata ripresa da tutti gli altri siti di informazione locale, insomma a Genova il problema maggiore sono i cinghiali che attraversavano la strada in Albaro, mica le fabbriche che chiudono a Sestri Ponente, le aziende comunali affondate nella corruzione, il sindaco neo eletto e tutta una serie di altre faccende; il giornalista locale, libero ed indipendente, trova più utile scrivere su temi d'intrattenimento, per alleggerire capite!

Quindi per tre giorni la mia bacheca si è riempita di cinghiali, che pareva di essere in montagna alla fiera della polenta, però tutti a difesa dei cinghiali, almeno nei commenti più in vista, tutti animalisti che caldeggiano il trasferimento in zone boschive vergini e più adatte alla loro vita di bestioline libere; peccato che l'ambiente da cui scappano siano boschi bruciacchiati e disseminati di discariche abusive. Poi mi sono ricordato dell'orsa del Trentino e l'intervento dei goffi veterinari, a cui era seguito un patetico articolo sui poveri piccoli orsacchiotti che avevano perso la mamma, insomma che palle! Poi ho smesso di seguire la faccenda perché stava rasentando il ridicolo.

Altra questione: le bellezze locali, l'orgoglio regionale? il mare ovvio, sta lì, non occorre fare nulla per valorizzarlo, quel mare scuro, che si muove anche di notte e non sta fermo mai.
Una foto al mare ed è fatta, altra promozione non serve, nemmeno far funzionare il depuratore, basta falsificare i dati dei prelievi, giusto in tempo per la stagione balneare. Quindi il mare è una risorsa locale a km zero, in abbinata poi, i più intraprendenti mettono in primo piano un pezzo di focaccia ed il gioco è fatto; cosa meglio di una foto del genere per  promuove la città? perché sbattersi a trovare altri soggetti.

I like arrivano a pioggia, per orgoglio nostrano si intende, non farlo sarebbe tradimento, e tutti gli altri siti di promozione turistica ed informazione ai viaggiatori, tutti ma proprio TUTTI, almeno una volta a settimana declinano mare e focaccia, mare spiaggia e focaccia, mare cielo e focaccia, mare nuvole e focaccia, in ogni stagione, estate ed inverno, basta che spunti un raggio di sole e compaiono le focacce sulle spiagge che manco la moltiplicazione dei pani era riuscita a meglio.
A questo punto mi sono chiesto perché mai una pagina dovrebbe replicare quello che accade nelle altre, con quale scopo? Non ho trovato risposta se non nelle pigrizia mentale dei giornalisti, quella mediocrità sciatta che in Italia striscia ovunque ed in estensione anche nei web social master, ma su questa cosa devo ragionarci ancora un po'.

E voi cosa ne pensate? :P